Tregua nelle piazze egiziane, attacchi islamisti nel Sinai
Sono almeno 24 i poliziotti egiziani morti durante l’imboscata ai minibus su cui viaggiavano nei pressi di Rafah, nella penisola dei Sinai. I minibus sarebbero stati attaccati da un commando di miliziani islamisti, che avrebbe aperto il fuoco con dei lanciarazzi per poi continuare l’attacco con armi automatiche. Nella penisola dei Sinai, roccaforte islamista e zona lontana dal controllo dei militari, attentati contro le forze governative si verificano regolarmente dal 3 luglio, data della deposizione del presidente Mohammed Morsi. Quello di questa mattina, tuttavia, è stato uno dei più violenti. Panella Lo schianto dei Fratelli, tutta lotta e niente governo - Due guerre sante contrapposte
4 AGO 20

Sono almeno 24 i poliziotti egiziani morti durante l’imboscata ai minibus su cui viaggiavano nei pressi di Rafah, nella penisola dei Sinai. I minibus sarebbero stati attaccati da un commando di miliziani islamisti, che avrebbe aperto il fuoco con dei lanciarazzi per poi continuare l’attacco con armi automatiche. Nella penisola dei Sinai, roccaforte islamista e zona lontana dal controllo dei militari, attentati contro le forze governative si verificano regolarmente dal 3 luglio, data della deposizione del presidente Mohammed Morsi. Quello di questa mattina, tuttavia, è stato uno dei più violenti.
Ieri il governo egiziano ha ammesso che le forze di sicurezza avrebbero ucciso 36 militanti islamisti mentre si trovavano in carcere, arrestati durante gli scontri dei giorni precedenti. Secondo il ministero dell’Interno, i prigionieri sarebbero stati uccisi durante un tentativo di fuga. La Fratellanza musulmana ha però definito le uccisioni un “assassinio” a sangue freddo, dicendo che le forze di sicurezza avrebbero ucciso le vittime sparando e lanciando gas lacrimogeni mentre queste si trovavano rinchiuse in un veicolo della polizia. Secondo la Fratellanza, inoltre, il numero dei prigionieri uccisi ammonterebbe a 52.
Nonostante questo, la giornata di ieri è stata relativamente pacifica al Cairo e in tutto l’Egitto, dopo una settimana in cui più di mille persone sono morte negli scontri di piazza tra forze di sicurezza e sostenitori dei Fratelli musulmani. Delle nove marce di protesta annunciate dalla Fratellanza nella capitale, tre sono state cancellate, le altre hanno deliberatamente evitato ogni possibilità di scontro con la polizia. Nella giornata di sabato, secondo l’agenzia di stampa governativa Mena, in tutto il paese 79 persone sarebbero morte per scontri minori.
Ieri il governo egiziano ha ammesso che le forze di sicurezza avrebbero ucciso 36 militanti islamisti mentre si trovavano in carcere, arrestati durante gli scontri dei giorni precedenti. Secondo il ministero dell’Interno, i prigionieri sarebbero stati uccisi durante un tentativo di fuga. La Fratellanza musulmana ha però definito le uccisioni un “assassinio” a sangue freddo, dicendo che le forze di sicurezza avrebbero ucciso le vittime sparando e lanciando gas lacrimogeni mentre queste si trovavano rinchiuse in un veicolo della polizia. Secondo la Fratellanza, inoltre, il numero dei prigionieri uccisi ammonterebbe a 52.
Nonostante questo, la giornata di ieri è stata relativamente pacifica al Cairo e in tutto l’Egitto, dopo una settimana in cui più di mille persone sono morte negli scontri di piazza tra forze di sicurezza e sostenitori dei Fratelli musulmani. Delle nove marce di protesta annunciate dalla Fratellanza nella capitale, tre sono state cancellate, le altre hanno deliberatamente evitato ogni possibilità di scontro con la polizia. Nella giornata di sabato, secondo l’agenzia di stampa governativa Mena, in tutto il paese 79 persone sarebbero morte per scontri minori.